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Roma, il cuore non basta

febbraio 17th, 2011 Posted in Champions League Tags: , , ,

Il capitano Francesco Totti in azione contro lo Shakthar Donetsk. Il migliore in campo della Roma ieri sera nonostante la sconfitta per 2-3 dei giallorossi

La Roma barcolla, ma non molla. Nell’immagine del suo capitano Francesco Totti la squadra di Claudio Ranieri si è esibita ieri in una partita gagliarda e combattiva contro lo Shakhtar Donetsk. Nonostante la delusione dei tifosi a fine gara e le inevitabili polemiche dei media di oggi, i giallorossi hanno ceduto le armi dopo aver dato tutto dimostrando attaccamento alla maglia e volontà di fare risultato. Lo Shakthar ha vinto meritatamente, grazie anche ad una maniacale preparazione di questa partita che dura da mesi. Approfittando della pausa invernale lo Shakthar è sbarcato a Roma da un mese, studiando l’avversario da vicino fino a domenica scorsa  in occasione della sconfitta dei giallorossi contro il Napoli in casa. Seppure probabilmente ancora un po’ imballati, gli ucraini diretti da Mircea Lucescu hanno fatto prevalere la loro freschezza atletica e la maggiore concentrazione essendo meno logorati da impegni settimanali.

Una brutta gatta da pelare questo turno di Champions per la Roma che, nonostante i mille problemi di quest’anno è riuscita a prendere le redini della partita ed andare in vantaggio, seppure con un gol fortunoso di Perrotta scaturito da una cross telecomandato di Taddei (bella prestazione sulla fascia sinistra). Neanche il tempo di mettere la palla al centro, però, si è fatta subito raggiungere dagli ucraini con autorete di De Rossi (tra i peggiori in campo nonostante la buona volontà) ed è andata subito sotto grazie ad una prodezza di uno dei cinque brasiliani dello Shakthar, Douglas Costa. Prima del riposo è arrivata la doccia fredda con la clamorosa scivolata di Johan Riise che regala il pallone agli avversari a pochi metri dalla sua area e concede una facile occasione agli avversari che la sfruttano andando in gol con Luiz Adriano.

Non è sembrata avere molta benzina la squadra di Ranieri per ribaltare il risultato nel secondo tempo, nonostante il bel gol scaturito da un pressing alto della squadra partito con Totti e di  una bellissima azione personale di Menez conclusa con un tiro nel set.  Proprio le giocate sontuose del suo capitano potevano dare il pareggio alla Roma, insieme e qualche buono spunto dai laterali con lo stesso Menez , Taddei ed il nuovo entrato Castellini (in questo momento meglio di Riise) che però hanno peccato di concretezza sotto porta. Subentrato ad uno spento Vucinic, vano è stato anche l’ingresso di Borriello che si è dannato l’anima, ma è riuscito a concludere solo una volta, vicino al palo destro della porta ucraina, con una pregevole torsione di testa.

Rimane però amara e pesante la sconfitta in casa della Roma che pregiudica fortemente il passaggio del turno ai quarti in torneo che quest’anno avrebbe forse consentito fatica a trovare un vero favorito per la vittoria finale.

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Mario Balotelli negrazzurro!:la vita difficile di un ragazzo impossibile.

un giovane Balotelli

Negrazzurro: in libreria dal 3 giugno per l’editore Aliberti è la prima biografia non autorizzata dedicata a Mario Balotelli.

Opera del giornalista di Max, Raffaele Panizza, il libro ci racconta di SuperMario portando a galla un universo di storie partendo dall’infanzia.

Panizza narra la vita di questo ragazzo in modo semplice e chiaro mettendo il mondo del calcio tutto, di fronte alla questione educativa dei giovani calciatori non nuova negli ambienti del calcio giovanile

Prima di finire con Giovanni Valenti all’U.s.o. Mompiano, Mario Balotelli gioca per un breve periodo col San Bartolomeo, la sua prima vera squadra. È il 1997, d’autunno. Fa parte della piccola formazione oratoriale soltanto da tre mesi, così poco da non permettere nemmeno ai dirigenti di tesserarlo. Dopo poche settimane infatti succede qualcosa di grave. Il bambino finisce in un angolo, i genitori protestano, chiedono in massa che il negretto impertinente venga immediatamente cacciato. A distanza di tredici anni, nessuno ricorda più gli episodi precisi che hanno portato a tanta esasperazione. La ragione ufficiale della cacciata, arrivata per iscritto da parte dell’attuale dirigenza del San Bartolomeo, recita così: «Il ragazzino fu mandato via a causa del suo carattere “deciso”, non rispettava nessuno e tutte le mamme degli altri bambini a un certo punto minacciarono di non portare più i loro figli se il ragazzino fosse ulteriormente rimasto. Quello che è certo è che litigava con tutti gli altri compagni di squadra, e si era creato un brutto ambiente nello spogliatoio. Così fu ceduto al Mompiano.

Per i dirigenti del Lumezzane, “Mario era uno sfasciagruppi. Piombava nello spogliatoio come un meteorite, e in quattro e quattr’otto era in grado di sconquassare tutti gli equilibri consolidati» dice un dirigente. Degli altri non gliene fregava niente» racconta un altro, faceva scenate, se ne andava dagli allenamenti, altre volte non si presentava proprio. Ogni due-tre mesi bisognava intervenire”. E ancora: «Quando la combinava grossa capitava che lo accompagnassi a casa personalmente. Seduti al tavolo della cucina, con sua madre e suo padre, gli facevamo delle interminabili lavate di testa» ricorda Ezio Chinelli. Non c’è differenza, confermano tutti, tra il ragazzo che si vede oggi giocare a calcio nelle dirette di Sky e quello che correva in maglia rossoblù nei campetti della provincia di Brescia: «Come lo vedete adesso, Mario era allora. Faceva “sì-sì” ma poi si capiva che avrebbe fatto di testa sua.. Il suo più grande limite, ma anche la sua più grande forza».

carlo caruso

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Chiambrettopoli: intervista a Miccoli

Miccoli: bomber del Palermo

Fabrizio Miccoli, il bomber del Palermo ha raccontato recentemente le sue opinioni sulla Nazionale.

Nonostante il riposo forzato per l’infortunio al ginocchio, non e’ passata dalla mente la mancata convocazione da parte del ct Lippi.

Il rosanero, dai microfoni del talk-show radiofonico “Chiambrettopoli”, in onda su Radio Due, ogni giorno intorno alle 7,30- ha affermato: “L’infortunio al ginocchio non ha certo determinato la mia esclusione dai convocati per il mondiale in Sudafrica, Lippi non mi avrebbe preso in considerazione comunque”, è stata l’opinione dell’attaccante.

“Giocare sull’esterno come Iaquinta e Di Natale? Io non avrei mai giocato sulla fascia, non ne ho le caratteristiche e non ne sono capace. Sono una seconda punta, proprio come Di Natale, e in quel ruolo quest’anno ho disputato un’ottima stagione realizzando 19 gol”, ricorda.

“Di Natale? Io non lo lascerei mai in panchina. Con tutto il rispetto che ho per Gilardino e Iaquinta che sono grandi calciatori”, ha chiarito Miccoli esprimendo parole di elogio facendo i nomi di Balotelli, Totti, Cossu, Cassano, Sirigu, Miccoli, tutti esclusi dal ct.

“Ditemi voi perché in questa squadra azzurra non c’è nemmeno uno del Palermo. Lippi non è mai venuto a vederci a Palermo. Gli stranieri del Palermo fanno il mondiale, noi italiani del Palermo no, siamo arrivati quinti e siamo a casa mentre gli juventini sono in gruppo, nonostante la stagione non esaltante della Juventus”.

carlo caruso

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Benitez nuovo ct dell’ Inter

L’Inter dà il benvenuto a Rafael Benitez.Così è stato annunciato stamattina,con un comunicato stampa del team di Moratti, il nuovo commissario tecnico.

Oggi, con euforia e  felicità, è stato concluso l’accordo biennale che legherà l’ allenatore  spagnolo alla Società fino al 30 giugno 2012.Già Martedì prossimo,  dalle ore 12, Rafael Benitez sarà a disposizione della stampa per la conferenza stampa di presentazione ad Appiano Gentile».

Da oggi Benitez è ufficialmente il successore di  Mourinho sulla panchina nerazzurra. Secondo un messaggio  del club di Massimo Moratti, Benitez«arriva all’Inter intanto che il pallone italiano annuncia restrizioni e rinunce, ma i bilanci sono materia di chi li sa trattare. Si può avere Benitez e non rinunciare alla ragionevolezza delle cifre, basta saperlo fare».

Certo ora Benitez,benchè sia un allenatore dalle indubbie capacità,si troverà ad allenare una delle squadre di calcio più forti al mondo e quindi dovrà mostrare di che stoffa è fatto.E’ proprio la voglia di fare bene in una squadra blasonata, che spinge un allenatore con esperienza a volerla allenare.

Benitez esprime definitivamente le sue doti di abile allenatore nella stagione 2004/2005, quando, allenando per la prima volta il Liverpool, vince la Champions League battendo il Milan ai rigori «dopo una rimonta che rimane epica negli annuali del calcio». Fa sua anche la Supercoppa Europea, e nella stagione successiva vince Coppa e Supercoppa d’Inghilterra.

Anche questa volta l’ Inter ha fatto un bel colpo nel mercato.

Gennarino Perciballi

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Buffon e il mistero delle lenzuola.. Zucchi.

Il portierone della Nazionale

Svelato il dilemma del misterioso acquirente delle lenzuola Zucchi alla Borsa Valori di Milano.
Irrompe al centro dell’attenzione di Piazza Affari, improvvisamente, la notizia che si tratta di un grande calciatore : Gigi Buffon.
Lunedì 7 giugno la Consob aveva comunicato che il 14 aprile il portiere della nazionale e della Juventus aveva incrementato all’11,592% la partecipazione detenuta nella società, comportando il fatto di divenire il secondo azionista di Zucchi,  dietro al socio di riferimento, la famiglia Zucchi.

Inoltre, secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore , il portiere della nazionale e della Juventus avrebbe acquistato altre azioni, fino a raggiungere il 13% del capitale di Zucchi.
Tuttavia, gli acquisti di Buffon potrebbero finire nel mirino della Consob, non avendo il portierone segnalato, come prescritto dalla normativa, il superamento del 2% del capitale della società quotata. di quest’anno.

Inizialmente la notizia dell’ingresso di Buffon aveva dato una buona spinta al titolo a Piazza Affari, poi l’entusiasmo è stato spento dai revisori di KPMG che hanno affermato di non poter esprimere un giudizio sul bilancio del 2009 di Zucchi, in seguito alle diverse incertezze che potrebbero impedirne la continuità aziendale. Una doccia fredda per il titolo, ma forse non del tutto inaspettata.

I vertici di Zucchi, da parte loro, hanno gettato acqua sul fuoco, precisando di aver adeguate risorse per garantire la continuità aziendale in un prevedibile futuro.

Insomma, la strada per Buffon non e’ certo in discesa, un po’ come riportare la Juventus ai vertici del calcio.

Ma perche’ mai Gianluigi Buffon investe nel tessile?
Crede davvero nel risanamento e nella bonta’ delle azioni oppure prevede di sponsorizzare Zucchi in un breve futuro con possibilita’ di grandi ritorni?
Lo sapremo nella prossima puntata.

carlo caruso

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Play off: Torino – Brescia a reti inviolate

 

Tutti al Rigamonti per la A

Termina senza nulla di fatto la partita di andata dei play off valida per staccare il biglietto della serie A, tra Toro e Brescia.

Primo tempo soporifero, squadre in fase di studio, termina senza nulla di particolare da segnalare.

Il pareggio sta bene al Brescia che si difende con ordine senza correre grossi pericoli, a parte l’episodio del dubbio gol finale annullato agli uomini di Colantuono.

Domenica allo Stadio Rigamonti di Brescia , i granata saranno chiamati ad un’altra impresa, tipo quella di Sassuolo per intenderci, visto che i lombardi hanno a disposizioni due risultati su tre.
Nel finale veniva annullato al Torino un gol dell’ attaccante Arma, da poco subentrato a Scaglia, che, entrato in area, si liberava della marcatura di Martinez -strattonandolo leggermente per la maglia – insaccando. L’arbitro Damato ha annullato la rete suscitando le vivaci proteste dei giocatori granata.

TORINO-BRESCIA 0-0
Torino (3-4-2-1): Morello; D’Aiello, Loria, Ogbonna; Antonelli (st 18′ Statella), Barusso, Génévier, Rubin (st 26′ Garofalo); Gasbarroni, Scaglia (st 38′ Arma); Bianchi. A disp.: Gomis, D’Ambrosio, Pestrin, Coppola. All. Colantuono
Brescia (3-5-2): Arcari; Martinez, Bega, Mareco; Rispoli, Vass, Budel, Baiocco, Dallamano (st 1′ Zambelli); Possanzini, Caracciolo (st 33′ Kozak). A disp.: Viotti, Berardi, Manzoni, Cordova, Hetemaj. All. Iachini
Arbitro: sig. Damato di Barletta
Espulso: st 46′ Budel
Ammoniti: pt 17′ Mareco, 22′ Budel, 27′ D’Aiello, st 4′ Gasbarroni, 33′ Barusso, 43′ Martinez
Recupero: pt 2′, st 3′

carlo caruso

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Kaiser Franz punta sul Brasile e sulla Spagna

Beckenbauer saluta la federazione tedesca

Un pronostico controcorrente e soprattutto anti popolare.
Secondo Franz Beckenbauer, la sua Germania non è tra le primissime favorite dei prossimi mondiali di calcio.


L’ex libero del Bayern Monaco e della nazionale tedesca vede in pole position il Brasile e la Spagna, “non so se possono giocare contro la finale, ma a mio avviso sono le due formazioni più forti – ha affermato -

La Spagna gioca un calcio spettacolare mentre sul Brasile bisogna sempre contare”. Il Kaiser è sicuro che la Spagna vincerà il suo girone perchè “per il Cile sarà quasi impossibile superare gli spagnoli”.

Intanto è notizia di queste ore che in Germania – malgrado un pronostico poco digeribile – si sta lavorando per rendere omaggio proprio a Beckenbauer.
Il Bayern Monaco renderà omaggio al presidente dimissionario Franz Beckenbauer in un’amichevole con il Real Madrid di Josè Mourinho fissata al 13 agosto.

Lo ha annunciato oggi il club bavarese, che ospiterà l’esibizione di lusso alla Allianz Arena. Il Bayern si troverà di fronte Mourinho a meno di tre mesi dalla finale di Champions League persa contro l’Inter.
Beckenbauer ha lasciato l’incarico di presidente del Bayern lasciando spazio a Uli Hoeness.

Leo French

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Mihajlovic:” Si riparte da Cesare”

mihajlovic ,neo tecnico della fiorentina

«È un onore per me allenare la Fiorentina, so cosa mi aspetta, le responsabilità, so bene che i toscani sono tosti, anch’io lo sono, andremo d’accordo. Spero di continuare la strada tracciata da Prandelli».

Con queste parola Sinisa Mihajlovic si è presentato a Firenze, per iniziare una nuova avventura dopo l’esperienza a Catania. «Ringrazio la società siciliana che mi ha lasciato libero – ha continuato il neo tecnico viola – Ora punto su questa avventura; Firenze ha perso un grande allenatore ma lo ha conquistato l’Italia. Da parte mia cercherò di riportare la Fiorentina in Champions League, sono certo che ce la faremo». «L’Inter e la Sampdoria? Ho scelto la Fiorentina perchè c’è Corvino, un dirigente che ho sempre stimato», ha detto ancora Mihajlovic.
«In questi giorni parlerò con tutti i giocatori, sono convinto che Gilardino resterà a Firenze, è un giocatore importante, il mio modo di giocare lo esalterà. E poi, se Alberto ha qualche dubbio, glielo tolgo io». Sinisa Mihajlovic ha già sfoderato grinta e personalità nel suo primo giorno da allenatore viola. «Stimo molto anche Adrian Mutu, è vero che in passato, da giocatori, ci sono stati degli screzi ma chiarimmo tutto a suo tempo – ha continuato Mihajlovic – Fra l’altro, in quella occasione sbagliai io. Adrian comunque mi piace, ha un carattere focoso, quasi come il mio. A me piace la gente con gli attributi. Sul suo futuro non abbiamo ancora parlato, io mi fido della mia società». Il nuovo tecnico viola ha anche raccontato di aver avuto gli auguri di Roberto Mancini. «Ci sentiamo quasi tutti i giorni, abbiamo parlato anche di Firenze, come amico è contento della mia scelta, mi ha parlato bene di questa città al di là di come è finita per lui», ha detto Mihajlovic.

Sergio Bolzan

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Mourinho: al Real il sogno Champions costerà 100 milioni

Mourinho: campagna acquisti...Real!

Florentino Perez lo sapeva ma sentirsi snocciolare certe cifre non deve essere mai piacevole. Cosi’ il real Madrid dopo i clamori e gli applausi per essersi accaarrato il miglior tecnico in circolazione al momento, deve fare anche i propri conti.
Salati.

Come accade sempre dove passa Mourinho, i presidenti devono aprire le bisacce e investire a medio e lungo termine. Anche perche’ per vincere bisogna spendere, per essere i migliori. E Mourinho non vuole essere secondo a nessuno.

Costera’ ben 100 milioni di euro al Real la campagna acquisti chiesta da Jose’ Mourinho che vuole Maicon, Kolarov e, forse, anche De Rossi. “Voglio tre o quattro giocatori con caratteristiche difensive”, ha detto nei giorni scorsi l’allenatore portoghese.

E Florentino Perez e’ disposto ad accontentarlo, assicura “AS”.
I nomi sono sempre gli stessi: Maicon, Kolarov e uno tra Gerrard e De Rossi: per il brasiliano, scrive il quotidiano spagnolo, il Real non sborsera’ piu’ di 25 milioni, mentre l’Inter ne chiede 35.
Per il serbo della Lazio, invece, pronti 15 milioni (Lotito ne vorrebbe 20).
Trenta milioni stanziati per il centrocampista, che sia De Rossi o Gerrard; unica “licenza offensiva” per Angel Di Maria, che il Benfica valuta pero’ 40 milioni.

Il Real, che lo scorso anno ha speso 251 milioni, “cerchera’ anche di limitare l’esborso economico inserendo propri giocatori nelle trattative”, conclude “AS”.


Leo French

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Fiorentina: Prandelli saluta e se ne va.Forza Viola!!

Fiorentina in cerca di un nuovo mister

«Forza Viola». Prandelli saluta e se ne va non senza prima gridare il suo addio.
Il futuro c.t. che tifa e tiferà sempre Fiorentina, ha firmato in questi giorni migliaia di autografi prima del congedo definitivo con la su atifoseria viola.
Intanto secondo “La Nazione” se arrivasse, come pare, Mihajlovic in viola, la Fiorentina sarebbe pronta per acquistare lo slavo Radosan Petrovic, classe 1988. Un centrocampista della nazionale serba che ha già vinto molto in carriera nonostante la giovane età.

Ecco alcune dichiarazioni di Corvino ds dei viola a Platinum:

“Se mi aspettavo un no di Prandelli alla Figc? Io ho il coraggio di rimanere e non mi tiro indietro sapendo che è difficile ripetere i risultati di questi anni, adesso rimango io con la mia proprietà e la società… rispetto a cinque anni fa non c’è più l’entusiasmo dell’ambiente… chi rimane avrà l’ingrato compito anche di subire certe cose, io ci sono, sono in trincea… Adesso si chiude un ciclo…

Un disimpegno dei Dv? La nostra proprietà vuole continuare ad impegnarsi in maniera sempre più forte per fare una squadra competitiva, questo tenendo conto di un bilancio sano tenendo conto che parte dietro quelle famose quattro, questo fino a che non ci saranno altre risorse per essere competitivi anche con quelle quattro… se ci saranno date le strutture lotteremo anche per i traguardi importanti…

Il budget che ho a disposizione? Il mercato a volte ti richiede di essere pronto, certo autoalimentandosi, ma dico che non ci stiamo ridimensionando… insomma a volte devo intervenire sul mercato quanto prima e allora io ho detto all’ad che magari prima di cedere in questo mercato potrei dover comprare e mi è stato autorizzato…”

Da Mutu a Balo Poi l’abbraccio con Mario Cognigni (presidente ad interim) e con l’amministratore delegato Sandro Mencucci che dichiara: «E’ bello vedere Cesare commosso. Lo dobbiamo davvero ringraziare, così come hanno fatto tutti i giocatori». Oggi, il ritorno a Firenze. Passando dal Franchi a Coverciano, pensando più a Balotelli che a Mutu. Prima di volare a Roma da Abete, Prandelli saluterà la città. La tifoseria sta preparando una festa in suo onore.
Ora giocatori viola si godranno un periodo di vacanza prima del prossimo ritrovo, il 10 luglio a Firenze per il via alla nuova annata e per le visite mediche. Il 15 luglio è infatti prevista la partenza alla volta di Cortina per il ritiro estivo.

carlo caruso

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